Nurban.me

Nurban.me

GIT PER UBUNTU SCARICA

Posted on Author Meztijora Posted in Rete


    Contents
  1. PPA per Ubuntu
  2. Introduzione a Git – Cos’è e come installarlo
  3. Getting Started/it
  4. Installare Git

Per installare Git, hai bisogno delle librerie da cui dipende Git che sono: curl, zlib, openssl Dopo aver fatto questo, puoi scaricare gli aggiornamenti di Git con lo stesso Git: Se vuoi installare Git su Linux, tramite una installazione da binario, . Ubuntu LTS - Git - Introduzione Uno strumento indispensabile nello Sul tuo server Ubuntu, puoi digitare wget per scaricare il file zip. Questa guida è stata verificata solo con versioni obsolete di Ubuntu, Git è un CVS (Control Version System). Per installare Git digitare in un terminale: Per scaricare un progetto già esistente su di un server, il comando da eseguire è: git . Puoi scaricare l'ultima versione di Clementine per Ubuntu dal PPA ufficiale: Lo sviluppo di Clementine avviene nel repository git. Scarica il codice eseguendo.

Nome: git per ubuntu
Formato:Fichier D’archive
Sistemi operativi: Android. iOS. MacOS. Windows XP/7/10.
Licenza:Gratis!
Dimensione del file: 30.75 Megabytes

Tra i vari test effettuati ho notato che la connessione WiFi a 2. Ho provato a controllare se ci fosse la possibilità di sbloccare tale limite di banda sul modem in questione, ma avrei dovuto mettere mano sul loro file di configurazione, cosa che non viene permessa da Tim ai suoi utenti. In questo modo il problema della limitazione di banda non si fa sentire. La soluzione migliore sarebbe stata quella di scegliere la connessione fisica con cavo ethernet tra modem e PC, anche passando attraverso uno switch, ma per motivi pratici preferisco avere la connessione in WiFi.

Dovete sapere che le varie distribuzioni di linux non hanno già presenti i moduli per riconoscere alcune periferiche di nuovo tipo, ma con pochi comandi di terminale come al solito… si risolverà velocemente.

Installazione per linux Ubuntu Abbiamo solo la necessità di installare git, per scaricare il pacchetto contenente i dati per creare il modulo per il nostro device; poi una volta creato il modulo, lo caricheremo nel sistema con modprobe.

Tramite "git ls-tree" è possibile verificare la rappresentazione interna di git per tali oggetti: come in una directory Unix, l'oggetto contiene nomi e identificativi di altri oggetti: quelli di tipo blob sono i file e quelli di tipo tree sono le subdirectory.

Se una directory associa i nomi al numero di inode, che è univoco all'interno del filesystem, un oggetto tree associa i nomi ai loro hash, che sono univoci globalmente. Il contenuto di un oggetto viene poi memorizzato in un file il cui nome è proprio il codice SHA1 relativo. Una conseguenza di questo approccio è che gli oggetti di git sono immutabili: ogni modifica, anche di un solo bit, crea un nuovo oggetto con un nuovo hash e di conseguenza un nuovo file.

Un effetto collaterale non trascurabile dell'uso massiccio di codici hash è la facilità di firma. Se l'autore vuole firmare una particolare versione del pacchetto software è sufficiente che firmi il codice SHA1 che rappresenta l'intera cartella dei sorgenti; per certificare tutta la storia di sviluppo basta firmare l'ultimo commit che come abbiamo visto contiene al suo interno anche il codice di tutta la directory.

La firma viene effettuata con il classico metodo a chiave asimmetrica. Le uniche componenti che devono essere fidate sono gli strumenti di generazione e verifica del codice SHA1, cioè git, gpg e altri strumenti normalmente parte del sistema operativo, cioè normalmente pacchetti firmati dai rispettivi manutentori.

PPA per Ubuntu

Creazione di un ramo La differenza principale tra i sistemi distribuiti di controllo versione e quelli centralizzati sta nella facilità dei primi di creare nuovi rami, branch. Il nome del ramo principale, che altri pacchetti chiamano trunk tronco , è master; tale ramo viene creato al primo commit di un nuovo progetto ma a parte questo non è trattato come un caso particolare.

Tutti i rami dell'albero sono trattati allo stesso modo e tutti possono essere rinominati o cancellati, compreso master. Cancellare un ramo è come cancellare un'etichetta: gli oggetti git rimangono e si possono sempre recuperare conoscendo il loro codice SHA1, almeno finchè non si fa pulizia, argomento qui non trattato. Il fatto che un nuovo ramo si fosse staccato da quello ora rimosso non è rilevante, perché l'estremità del ramo rimasto identifica tutta la storia dalla creazione del progetto fino a quel punto, senza riferimento ad altri rami o a punti di separazione.

È possibile, naturalmente, sapere in cosa un ramo si differenzia da un altro ramo per esempio da quello originale da cui si è separato : poiché nessun ramo si riferisce ad altro che non sia la sua storia, il sistema scandisce all'indietro la storia dei due rami fino a trovare un punto comune, un identificativo SHA1 presente in entrambi i rami.

Gli identificativi usati nelle righe di comando di git per indicare i commit o gli altri oggetti possono essere di vari tipi. La forma più comune per specificare gli intervalli è "v Poiché ogni commit contiene il riferimento a tutta la sua storia, "raggiungibile" indica un avo della versione indicata.

Pulizia e riordino del proprio codice La persona che scrive di getto codice funzionante non è di questa terra ci sono alcune rare eccezioni ma gli strumenti non possono pensare solo a loro.

Introduzione a Git – Cos’è e come installarlo

Inoltre, potersi dedicare ad un problema fino a risolverlo ignorando altre questioni è un lusso che pochi possono permettersi. Il risultato di questi limiti interni ed esterni al programmatore è che nella pratica ciascuno sviluppa codice in maniera disordinata: da un lato aggiunge e toglie stampe diagnostiche e artifici simili di cui si potrebbe vergognare, dall'altro affronta più problemi alternativamente abbandonando ciascuno di essi prima di avere una soluzione soddisfacente, salvo poi completarli in tempi diversi.

Prima di consegnare il proprio lavoro alla storia dell'informatica, solitamente l'autore deve fare pulizia: cambiando l'ordine relativo dei commit, accorpando diverse modifiche in una sola patch che in un sol colpo risolva un problema o aggiunga una funzionalità, eliminando modifiche irrilevanti. Lo strumento che ci viene offerto da git è il comando "git rebase -i", dove la i sta per "interattivo".

Il comando permette di riscrivere la storia del ramo corrente, a partire dalla versione specificata. Per fare questo git apre un editor di testi contenente la lista degli ultimi commit, uno per riga, e le istruzioni su come modificare la storia.

La procedura è ben descritta e non verrà qui ripetuta.

Spostare i rami tra gli alberi: fetch, rebase, cherry-pick Poiché tutto l'albero della storia di un pacchetto è memorizzato nella cartella. Per copiare gli oggetti git tra più alberi si usa il sottocomando fetch.

Lavorando sull'albero ricevente occorre specificare sulla riga di comando il nome del ramo remoto da scaricare e il nome del ramo locale in cui inserire gli oggetti. Il programma recupera la storia del ramo remoto e copia localmente solo gli oggetti che non siano già presenti. Durante la copia del ramo vengono riprodotti localmente anche eventuali tag dell'albero remoto che si riferiscono al ramo in questione.

Getting Started/it

Normalmente i "piccoli programmatori" tengono una copia locale dei rami dei "grandi programmatori", sul quale viene periodicamente effettuato il fetch per seguire lo sviluppo del pacchetto. Un ramo locale usato per seguire un albero remoto viene chiamato remote tracking branch, qui abbreviato in "ramo remoto"; chi lavora su modifiche ad un progetto esterno solitamente stacca da questo ramo remoto un nuovo ramo, locale.

Si noti che tutti i rami di un albero sono locali, anche quelli "remoti". Tutte le informazioni di git, per scelta, sono contenute nella cartella. È comunque possibile, per semplificare le righe di comando da usare, specificare in. L'operazione svolta durante un rebase è la seguente: viene identificato il punto di biforcazione del ramo corrente e di quello su cui si sta ri-basando, si riavvolgono tutti i commit successivi a tale separazione, si applicano quelli che portano dalla biforcazione alla nuova base, vengono poi ri-applicati quelli del ramo locale, gestendo eventuali differenze.

A differenza dell'applicazione di normali patch nella nuova situazione, durante un rebase il sistema è in grado di contestualizzare i commit locali all'interno della storia del codice, in modo da ridurre notevolmente la possibilità di errori e conflitti.

Gli algoritmi utilizzati in questa fase si chiamano 3-way merge e octopus merge e sono lo stato dell'arte della ricerca in quest'area. Un'altra necessità abbastanza sentita dai programmatori è quella di importare in un ramo alcune modifiche già effettuate in altri rami. Il sottocomando cherry-pick permette di "scegliere le ciliegine": selezionare un oggetto commit uno alla volta tra tutti quelli disponibili e applicarlo nel ramo corrente. Questo comando risulta utile quando si abbandona lo sviluppo su di un ramo che contiene alcuni passaggi comunque ancora utili, oppure quando si seguono rami di altri sviluppatori dei quali si vogliono usare parti specifiche nel proprio lavoro.

Gestione di un conflitto In tutte le situazioni di sviluppo concorrente da parte di più persone, uno dei problemi più comuni è la gestione di un conflitto: si ottiene un conflitto quando si cerca di applicare una patch ad una frammento di codice che nel frattempo è stato modificato: le due modifiche, pur partendo dalla stessa versione del codice, sono incompatibili e non possono essere accorpate automaticamente.

L'utente in questo caso deve risolvere manualmente il problema e poi invocare "git add" su tali file, prima di usare "git rebase -continue".

A differenza di quanto accade con CVS, usando git il conflitto è sempre nella risoluzione di modifiche tra file già noti al sistema, per cui non si ha mai perdita di informazione.

In git invece il file locale modificato con i marcatori è una versione temporanea, che tra l'altro è considerata discendente da due file genitori, entrambi noti a git. Per questo motivo il comando "git diff" in questa situazione usa un formato diff diverso, per indicare separatamente le differenze nel file attualmente sul disco rispetto a ciascuno dei due genitori.

Anche nella gestione dei conflitti, il fatto che git registri tutta la storia tramite oggetti non modificabili ci viene in aiuto: persino nelle situazioni più tragiche di corruzione dei propri sorgenti è possibile ripescare una versione nota da cui ripartire, ignorando il pasticcio che si è combinato. Se si è tentato un merge o un rebase fiduciosi del suo successo e non si ha tempo di gestire i conflitti, basta rifare checkout di uno dei due rami di partenza, che sono stati preservati: i file in conflitto vengono semplicemente scartati insieme a quelli in cui l'operazione ha avuto successo.

A volte questa operazione genera conflitti nei file, ma invece di non poter applicare le modifiche locali alla nuova versione ufficiale, non riesce ad applicare le modifiche ufficiali sulla versione personalizzata. Scambio di codice attraverso la posta elettronica Dopo aver riordinato il proprio lavoro per renderlo presentabile, aver fatto un rebase sull'ultima versione e aver risolto eventuali conflitti, il passo successivo è normalmente la pubblicazione inviando il proprio contributo ai manutentori.

Il comando "git format-patch" crea nella directory corrente un file per ogni commit a partire dalla versione indicata fino allo stato attuale del codice.

Il nome di tali file inizia con un numero sequenziale di 4 cifre, per poterli concatenare con un semplice cat.

I file creati da git format-patch sono strutturati come messaggi di posta elettronica, completi di intestazioni; in base alle opzioni usate, i messaggi possono avere tutte le informazioni necessarie ad essere riconosciuti come thread una volta inviati. Dall'altro lato della rete, chi si trova a dover applicare ai propri sorgenti una o più patch ricevute tramite posta elettronica deve semplicemente usare il comando git am apply mailbox.

L'operazione applica la patch e riproduce i commenti nel ramo su cui viene invocato, preservando l'autore e le attribuzioni dell'originale. Se la base di codice di partenza non è la stessa, il programma applicherà la patch con gli stessi limiti del comando patch, non avendo a disposizione tutta la storia per effettuare un 3-way merge.

Installare Git

In caso di conflitto, normalmente si scarta il contributo e si invia al mittente un freddo messaggio "please rebase and resubmit". Uso di dati condivisi Un problema comunemente sentito quando si lavora con git è la mole dei dati che occorre conservare in ogni cartella di lavoro. Per esempio, la mia directory di busybox contiene 18MB di sorgenti e 20MB in.

Mentre i sorgenti posso comprimerli in 2. Python 3 è un aggiornamento di Python 2 che, anche se simile, è più consistente e semplice da usare. Nota: Storicamente Python 2 era la scelta più realistica, perché poche delle librerie di terze parti erano disponibili per Python 3.

Ti raccomandiamo di usare l'ultima versione di Python 3 a meno che il sito non dipenda da librerie di terze parti disponibili solo per Python 2. Dove posso scaricare Django? Installa una versione dal tuo gestore di pacchetti. Distribuzioni di Django incluse nei sistemi operativi offrono un sistema di installazione familiare.

Nota che le versioni dei pacchetti possono essere piuttosto vecchie, e possono essere installati solo quelli dell'ambiente Python che potrebbe non essere quello che volete. Installarlo da codice sorgente. Puoi prendere e installare l'ultima versione di Python da codice sorgente. Questo articolo mostra come installare Django da PyPi, in modo da avere l'ultima versione stabile. Quale database? SQLite è da intendersi come un database leggero senza supporto per un alto livello di concorrenza.

E' una scelta ottima quando stai iniziando perchè non necessita di configurazioni. Installare da sistema o in un ambiente virtuale di Python? Questo permette a gli sviluppatori di avere diversi ambienti di Django in un singolo computer, permettendogli di creare nuovi siti web usando l'ultima versione corrente di Django mentre mantengono siti web che fanno affidamento a versioni più vecchie.

Quando si sta iniziando l'approccio iniziale che usate non è importante. Sebbene l'installazione sia un po' più facile, abbiamo deciso di mostrarti come installare Django direttamente sul Python 3 di sistema. Ubuntu Puoi aver conferma di questo eseguendo il seguente comando nel terminale bash: python3 -V Python 3.

Segui le istruzioni dell'installazione. Installa Python facendo double-click sul file scaricato e segui le istruzioni Puoi verificare che Python sia stato installato correttamente digitando sulla linea di comando: py -3 -V Python 3.

Puoi vedere la lista dei pacchetti installati usando: pip3 list Nota: L'installer dovrebbe essere impostato ovunque tu voglia, perché il comando di sopra funzioni. Queste sono le stesse linee come per Ubuntu, ma il file di startup è il file nascosto chiamato diversamente.


Ultimi articoli